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Tarante e nenie del sud unite al folklore turco: così il torinese Cipolla ha musicato le “Troiane”

di Manuela Marascio 19 Novembre 2020
In uscita l’album del giovane compositore, con i cinque brani che hanno fatto da colonna sonora allo spettacolo della compagnia Fools, ispirato alla tragedia di Euripide. Domani sera l’opera sarà trasmessa in streaming

Tarante e nenie del sud unite al folklore turco: così il torinese Cipolla ha musicato le "Troiane"

Attingere al repertorio musicale del folklore italiano e intagliarlo con accenti est europei dal sapore arcaico mitologico. È l’operazione alla base di “Troiane – Original score”, disco – in uscita domani, 20 novembre – del giovane compositore torinese Alberto Cipolla, nato originariamente come colonna sonora dello spettacolo teatrale realizzato a Casa Fools a fine 2019. Pianista e cantante, classe ’88, Cipolla è stato fra i direttori d’orchestra dell’ultima edizione del Festival di Saremo. Questo è il suo terzo album all’attivo e sarà distribuito su tutte le piattaforme streaming e original store.

Protagoniste dei cinque brani incisi, le donne cantate da Euripide nella sua tragedia più celebre, acclamata sulle scene ancora oggi. A essere ricreato, è quell’ipotetico sottofondo musicale che avrebbe potuto accompagnare le drammatiche vicende della regina Ecuba e della principessa Andromaca, moglie del valoroso Ettore, della “folle” Cassandra preveggente e della bellissima Elena, oggetto della discordia. L’album canta infatti la resistenza degli sconfitti, esplorando il potere del coro femminile come forza dirompente e primigenia contro il saccheggio bestiale soggiacente alle leggi del patriarcato.

Dopo l’incontro artistico avvenuto lo scorso anno con la compagnia dei Fools, Cipolla ha accettato di comporre le musiche per questo classico senza tempo, tra le prime tragedia a incarnare il punto di vista dei “perdenti”, riscritto e attualizzato dal regista Luigi Orfeo e messo in scena da un cast tutto femminile di attrici e cantanti torinesi – Augusta Balla, Paola Bertello, Cindy Balliu, Roberta Calia e Silvia Laniado -, interpreti delle tracce del disco.

Nella costruzione dell’universo sonoro dell’opera, Cipolla ha quindi caricato le cinque voci femminili, che sul palco cantano a cappella accompagnate solo da percussioni, di una grande valenza simbolica: ora coro armonico, a rappresentare la forza della comunità, ora soliste come urlo disperato della sopraffazione.

“L’idea delle musiche si accompagna al testo riscritto da Orfeo, in una lingua che lui stesso ha definito esperanto del sud – spiega Cipolla -. Nell’adattamento, l’autore ha messo insieme dialetti e cadenze del sud Italia, facendo parlare alle protagoniste una sorta di lingua franca della Magna Grecia. Così, io, per dare l’impressione che i personaggi cantassero in un’immaginaria lingua troiana, ho realizzato allo stesso modo un esperanto musicale, unendo le tradizioni meridionali con l’influenza del folklore turco, zona geografica dove anticamente sorgeva Troia, e di un filone bulgaro di cori tipicamente femminili. È un mondo musicale che da compositore non ho mai frequentato, ho dovuto studiare e documentarmi molto, scoprendo interessanti punti di contatto tra le culture di Paesi affacciati sul Mediterraneo”.

Per l’arrangiamento del disco, Cipolla si è avvalso di un organico più grande, e, in quasi tutti i brani, sono presenti percussioni aggiuntive, una shruti box, un violoncello e un quintetto d’archi con un flauto basso. “Con questo ensemble – racconta – ho potuto ricreare sonorità più complesse, restituendo la ricchezza del repertorio della musica popolare di riferimento. Compaiono ritmi siciliani, tarante pugliesi e filastrocche partenopee, contaminati con quel sound tipico delle regioni confinanti con la Grecia”.

Ogni intervento musicale, nello spettacolo, corrisponde a momenti particolarmente enfatici dell’opera. La splendida “Taranta di Cassandra” accompagna l’invasamento della giovane, che irrompe nella reggia e viene lasciata sfogare con un ballo forsennato, esattamente come si faceva un tempo con le donne “isteriche” del sud Italia. Mentre la struggente “Cu ti lu dissi” è un arrangiamento di una famosa nenia siciliana, e culla il pianto di Andromaca per la morte del figlioletto Astianatte, gettato dalle mura troiane su consiglio di Ulisse.

Al brano conclusivo, “Troades”, è infine affidato l’intero messaggio poetico dell’opera: “è cantato in una lingua inventata, l’ho composto utilizzando fonemi tratti da una ninna nanna persiana – spiega Cipolla -. Esprime tutto il coraggio e la tenacia delle donne troiane mentre salgono come schiave sulle navi degli Achei e guardano per l’ultima volta la loro città, completamente avvolta dalle fiamme. Sono fiere e si fanno forza l’un l’altra, in loro non c’è vittimismo”.

L’album, registrato tra febbraio e marzo, doveva essere pubblicato in contemporanea alle repliche di “Troiane” in programma la scorsa primavera, ma il lockdown ha frenato tutto. Domani, quindi, in concomitanza con la sua uscita, è stata organizzato da Casa Fools il “Giorno della Resistenza Poetica”, una giornata per diffondere il messaggio di fratellanza e resistenza al dolore di cui lo spettacolo si fa portavoce. Alle 21, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube della compagnia, andrà in streaming il video del debutto di “Troiane”, avvenuto esattamente un anno fa, il 20 novembre 2019.

 

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